Editoriale del Presidente

  • La visita “sospesa”

    28 giugno 2016
    Gambrinus per sito
    A Napoli, è usanza che l’avventore, al bar, paghi due caffè: uno lo beve e il secondo lo lascia offerto (“sospeso”) a chi è meno fortunato e non può permetterselo. Chi è bisognoso entra in un bar e chiede se c’è un caffè sospeso e se gli viene risposto di sì, se lo trova pagato. Dopo i caffè ci si è messo un famoso chef stellato: in una serie di ristoranti si paga il conto e si lasciano offerte che la Caritas trasforma in ticket da 10 euro per chi ha fame. Ora si è inaugurata a Milano, la visita medica "sospesa", destinata a chi non può pagarsi lo specialista o gli esami o le cure prescritte. L'iniziativa nasce grazie ad un centro medico privato che collabora con una onlus e con altre associazioni di volontariato, ma il fenomeno è notevole sotto diversi punti di vista. Innanzi tutto dal punto di vista del costume, perché è certamente una cosa buona e da ricordare che una bella tradizione come quella partenopea venga ribaltata alle nostre latitudini su chi ha bisogno di diagnosi e cure mediche e non se le possa permettere
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