Editoriale del Presidente

  • Linee guida e progresso scientifico

    22 febbraio 2016
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    Le scoperte scientifiche sono spesso frutto del caso, anche se è poi indispensabile l’intelligenza dello scienziato per cogliere e interpretare un determinato fenomeno e poi provare a riprodurre quanto di nuovo si è osservato cercando di spiegarne le cause e sfruttando al meglio ciò che si pensa di aver capito. Le cronache ci raccontano che la sera dell’8 novembre 1895, Conrad Roentgen stava studiando i raggi catodici e la natura della strana fluorescenza verde che si produceva su uno schermo rivestito da platinocianuro di bario al passaggio della corrente in un tubo catodico, ancorché rivestito di una copertura nera. Sappiamo come Roentgen fosse daltonico e come, per vedere meglio tale fluorescenza, fosse costretto a schermare accuratamente la stanza in cui lavorava con carte e teli neri. Ebbene, il Fisico notò casualmente che nel momento in cui l’elettricità veniva fatta passare nel tubo catodico, diventava brillante la lettera A tracciata da uno studente con la soluzione di platinocianuro di bario su un foglio lasciato in laboratorio
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