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Che cos’è il “certificato di constatazione di decesso”?
settembre 02, 2010
Di fronte ad un corpo umano che sia (o sembri) inanimato può essere richiesto l’intervento di un Medico per formulare la diagnosi di morte. I rari – ma non impossibili – casi in cui il soggetto – supposto cadavere – è in realtà ancora vivente pur versando in condizioni gravi, impongono l’intervento terapeutico d’urgenza del Medico convocato per il sopralluogo. Nei casi in cui l’intervento venga richiesto dagli operatori di Pubblica Sicurezza (Polizia di Stato, Carabinieri ecc.) il Medico, assume la qualifica di Ausiliario e deve prestare la propria opera professionale.
Nella gran parte di tali evenienze, dopo aver proceduto alla identificazione del cadavere, il Medico si dovrebbe limitare, correttamente, a formulare una diagnosi di morte, non potendo essere in grado di individuare la causa anatomo-clinica del decesso. Non è, in genere, necessario, nel presente ambito certificativo, l’accertamento della causa di morte. Con la certificazione di constatazione di decesso (e cioè della diagnosi di morte) è possibile trasferire il cadavere dal luogo del decesso all’obitorio comunale, per gli ulteriori accertamenti.
E’ opportuno, nel rispetto principi deontologici, che il Medico non soggiaccia alle frequenti, indebite “pressioni” di terzi finalizzate ad aggiungere, alla diagnosi di morte, valutazioni o giudizi che il Sanitario non è tecnicamente in grado di formulare.