FNOMCEO CRITICA LA RIFORMA DEGLI ORDINI

29 giugno 2017

 FEDERAZIONE NAZIONALE DEGLI ORDINI DEI MEDICI
CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI
Il Consiglio Nazionale della FNOMCeO, riunito in Roma in data 24.06.17,
presa visione degli emendamenti al ddl 3868 cd. “Lorenzin” relativi alla riforma dell’istituzione ordinistica
ritiene di avere il diritto-dovere di intervenire per rappresentare le proprie valutazioni, istanze e proposte relative alla modifica della legge istitutiva degli Ordini in discussione in Parlamento
rileva con disappunto che sul disegno di legge che porta il nome del Ministro della Salute, il Governo ed il Parlamento non abbiano sentito il bisogno di intavolare un preliminare confronto con la Professione Medica ed Odontoiatrica sui sostanziali emendamenti presentati ed approvati ad un testo di legge che avrebbe dovuto rilanciare il ruolo delle istituzioni ordinistiche invece che ridurle a semplici gestori di albi professionali
esprime preoccupazione per la deriva assunta dal provvedimento, rispetto al testo approvato dal Senato
respinge il tentativo di marginalizzare e frammentare la professione medica confondendola con altri profili professionali
stigmatizza la previsione di intervenire sui regolamenti (anche elettorali) in enti ordinistici che, da un punto di vista economico, non gravano sullo Stato in quanto finanziati totalmente dagli iscritti, mortificando e negando di fatto il principio dell’autoregolamentazione; inoltre, privilegiando determinate sedi di voto o utilizzando meccanismi di voto elettronico (peraltro mai utilizzato per le votazioni pubbliche di qualsiasi natura), discriminano gli iscritti e, lungi dal favorire percorsi unitari di accesso al voto, rischiano di frammentare la categoria e di allontanare medici e Odontoiatri dal proprio Ordine, creando confusione e disorientamento tra i professionisti
contesta l’apertura alla rappresentanza ordinistica ad un numero indefinito di attività tecniche, che potrebbero essere diversamente regolamentate
paventa la indebita ed esecrabile trasformazione dell’istituzione ordinistica da Ente di diritto pubblico (con finalità di pubblica tutela della qualità della professione) ad una sorta di rappresentanza di categoria. Esattamente il contrario di quello che tutti dichiarano a parole di volere
ritiene indispensabile ridefinire il ruolo degli Ordini, enti di diritto pubblico, per metterli
realmente in condizione di contribuire, grazie alle proprie peculiari competenze e in
termini di sussidiarietà, al governo della professione intervenendo in tutti i processi
decisionali, nazionali e regionali, che la interessano
reputa tale riconoscimento fondamentale per rendere effettiva l’attività ausiliaria e
sussidiaria degli Ordini nella tutela della qualità della professione e dei professionisti
ed a garanzia della salute dei cittadini.
Il Consiglio Nazionale della FNOMCEO invita il Governo ed il Parlamento
• a riprendere il confronto con la Professione Medica in tutte le sedi istituzionali,
ripartendo dal testo approvato in Senato;
• a non cedere alla tentazione di sacrificare sull’altare di interessi di parte i livelli
di tutela di salute dei cittadini, oggi assicurati dalla professione medica che da
sempre interpreta, a volte anche con sacrificio, il proprio ruolo quale garante di
un fondamentale diritto costituzionalmente protetto.
Approvato all’unanimità dal Consiglio Nazionale FNOMCeO del 24 giugno
2017 Roma