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  • Quando la legge insulta la scienza

    22 luglio 2022
    LA STAMPA ha dato notizia che il 6 luglio scorso un giudice del Tribunale di Firenze ha sospeso temporaneamente il provvedimento dell’Ordine degli psicologi della Toscana che, a termini di legge, aveva a sua volta sospeso una dottoressa di Pistoia, una psicologa, perché non vaccinata. Oramai siamo abituati alle alterne fortune che gli Ordini hanno allorquando, incaricati di far rispettare una legge dello Stato, si trovano di fronte a sentenze o a ordinanze che, di fatto, sconfessano il loro operato. In questa, però, c’è ben altro. Infatti, a stare a quanto riportano i media, nel testo dell’ordinanza vi sono frasi che lasciano, a dir poco, esterrefatti. Da Quotidiano Sanità del 13 luglio, infatti, leggiamo: “… Nel contestare l’obbligo vaccinale, il provvedimento del giudice cita l’articolo 32 della Costituzione: ‘Dopo l’esperienza del nazi-fascismo non consente di sacrificare il singolo individuo per un interesse collettivo vero o supposto e tantomeno consente di sottoporlo a sperimentazioni mediche invasive della persona, senza il suo consenso libero e informato’ ”. ...
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  • L’insostenibile assurdità della burocrazia

    28 marzo 2022
    QUELLE che seguono sono alcune riflessioni sulla marea montante di burocrazia che sta letteralmente sommergendo il lavoro di tutti i medici e di tutti gli odontoiatri, sia che operino nel pubblico sia nel privato. Tuttavia, prima di leggere queste mie righe, date un’occhiata all’editoriale di Roberto Anzalone del 2005 (vedi a pagina 4). Sembra scritto oggi! Che prosa lucida, affilata, asciutta. In quegli anni ebbi l’onore di accompagnarlo dall’allora leader della Commissione unica del farmaco (CUF). Il viaggio nella capitale era diretto a lamentarsi dello spazio sempre più ridotto che i medici avevano e hanno a disposizione sui ricettari “rossi” del SSN, di carta filigranata della Zecca di stato.
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  • Occhi ben aperti

    03 novembre 2021
    Ieri notte ho avuto un incubo. Nel sogno, ero l’amministratore di una piantagione di cotone e venivo malamente licenziato da un nerboruto maggiordomo e dai suoi sgherri. “Perché? ...”, continuavo a chiedere. “Ho sempre lavorato bene!”. “Appunto”, rispondeva il maggiordomo, “questo alla proprietaria non piace”, indicando, con la sua mano avvolta da un morbido guanto bianco, una signora, capelli corti biondo-cenere, elegante, che, ben lontana dai campi dove gli operai faticavano e sudavano sotto al sole cocente, stava sorbendo un tè nel patio ombreggiato di una bella casa coloniale, circondata di servitori e in compagnia di alcuni signori ben vestiti, ma dall’aspetto poco raccomandabile. “E poi”, soggiungeva il maggiordomo, “lei è anche onesto! Si vergogni!”; e a queste parole due energumeni mi buttavano fuori dalla tenuta. Dovrò consultare qualche esperto per capire il significato di quanto ho sognato…, ma forse tutto è dovuto al fatto che faccio le ore piccole a scrivere comunicati, lettere e proteste varie contro quella che è (per me) un’evidente manovra di dismissione (svendita?) della sanità pubblica in generale e del territorio in particolare. Durante la giornata di ieri, parlando con un autorevole Collega, enumeravo una serie di fatti che, a mia interpretazione, vanno tutti nello stesso senso; e forse questa è anche la ragione dell’incubo che ha scosso la mia nottata. Vi voglio fare partecipi delle mie riflessioni.
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  • Il giro di boa

    21 giugno 2021
    ECCOCI all’ennesimo “giro di boa”: con la DGR XI/4811 del 31 maggio 2021, la Giunta regionale lombarda invia al Consiglio regionale le linee di sviluppo della Legge regionale 23/2015, che riformava la riforma determinata dalla Legge 31 del 1997 che, peraltro, era già stata riformata una prima volta dalla Legge regionale 33 del 2009… Eh, lo so, c’è da farsi venire il mal di testa… Non mi addentrerò nei contenuti della Delibera di Giunta, ma una cosa risalta anche a una prima lettura: le Aziende Socio Sanitarie Territoriali (ASST) guideranno contemporaneamente l’ospedale e il territorio (compresi i dipartimenti di prevenzione). Ci risiamo! Chi arriva al timone e sostituisce sulla tolda un precedente comandante viene preso da un’incoercibile pantoclastia. Sono anni che cerchiamo di svincolare il territorio dall’ospedale e non ci riusciamo e la nuova Giunta che cosa propone? Di rimettere insieme l’ospedale, il territorio e la prevenzione, facendoci ripiombare nel secolo scorso.
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  • Il tifone all’orizzonte

    17 febbraio 2021
    Il Capitano MacWhirr nell’indimenticabile “Typhoon” di Joseph Conrad intuisce perfettamente che di lì a poco si abbatterà una terribile tempesta sul Nan-Shan, il piroscafo di cui ha il comando. Tuttavia, pervicacemente, stolidamente (noi diremmo: in maniera gravemente imperita!), non fa cambiare la rotta e preferisce affrontare la furia del mare piuttosto che perdere tempo e seguire i consigli di Jukes, il suo Secondo. Vedo l’inizio della campagna vaccinale anti-CoViD19 e mi pare di vedere il Nan-Shan che si avvicina pericolosamente alla tempesta che si profila all’orizzonte. I segnali premonitori ci sono tutti: la campagna per la vaccinazione antinfluenzale è stata un misto di enormi ritardi e incompetenza. Poi, contro la SARS-CoV2, si è partiti a vaccinare i medici dipendenti e convenzionati ma si sono trascurati i liberi professionisti e gli odontoiatri che, solo in un secondo tempo e dopo infinite insistenze, sono stati immunizzati.
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  • Più tutele e meno eroismo

    15 ottobre 2020
    Quando sento dire che i medici sono degli eroi, mi viene sempre in mente quella ballata di Bob Dylan (Hero Blues) in cui la sua ragazza vorrebbe che lui partisse per la guerra per andare a vantarsi con le amiche di avere un compagno “eroe”. Ma lui, saggiamente, osserva: “You need a different kind of man, babe; You need Napoleon Boneeparte; Well, when I’m dead; No more good times will I crave; You can stand and shout hero; All over my lonesome grave” [Hai bisogno di un differente tipo di uomo, ragazza, hai bisogno di Napoleone Bonaparte. Bè, quando sarò morto non desidererò più tempi migliori. Tu starai in piedi sulla mia tomba solitaria a gridare “eroe”]. Già dalla primavera, quando tutti ci chiamavano “eroi”, ho messo in evidenza alcuni problemi importanti che si sarebbero verificati di lì a poco. Uno di questi, prevedevo, sarebbe stato il problema della responsabilità medica. Ora siamo in autunno e ho già avuto notizia di diverse accuse (di solito ingiuste) di malpractice dirette contro medici ospedalieri o del territorio, in merito all’assistenza data a pazienti che si sono ammalati e/o sono deceduti per COVID-19. Perciò, anche in questo campo, la tempesta è annunciata e non vorrei mai profferire la celeberrima frase attribuita a Socrate: “Tanto tuonò che piovve”.
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  • L’autunno sta arrivando…

    17 luglio 2020
    Giancarlo Buccheri, Nicola Cocucci, Gianfranco D’ambrosio, Carmela Laino, Roberto Mario Lovotti, Alberto Pollini, Guido Retta, Mario Ronchi, Gerardo Fabio Rubino, Alberto Santoro, Giovanni Stagnati, Carlo Vergani, Marzio Carlo Zennaro. Questi nomi sono un pesante “J’accuse” che noi rivolgiamo a tutti, indistintamente: nazione, regione ed enti locali: sono i Medici e gli Odontoiatri milanesi deceduti per coronavirus. Oltre a questi Colleghi ce ne sono tanti altri che si sono ammalati. Roberto Stella, presidente dell’Ordine dei Medici di Varese, è morto l’11 marzo 2020 a causa del coronavirus. Il 21 febbraio ero seduto al suo fianco, durante la riunione del Comitato Centrale a Roma. Abbiamo chiacchierato, parlato e riso assieme per diverse ore. Ripenso a quel giorno: probabilmente si è contagiato subito dopo, probabilmente mi è andata bene, io non ve lo so dire. Il mattino in cui mi hanno comunicato la sua morte me lo ricordo ancora. Domenica 23 febbraio ho mandato la prima lettera alla Regione Lombardia per raccomandare alcuni semplici interventi da fare ...
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  • A futura memoria

    03 marzo 2020
    Avevo già scritto l’editoriale sulla risposta che il Comune di Milano ha dato in merito ai pass che l’Ordine distribuiva ai medici in visita urgente. In pratica, con decisione unilaterale e comunicata solo dopo nostra richiesta di chiarimenti, ci è stato detto che questi pass non verranno più riconosciuti dal Comune. Dopo quanto è successo in merito all’epidemia da coronavirus, ho riscritto tutto. Come potete constatare, in questo incipit, ho intenzionalmente violato le regole di un buon articolo giornalistico. I “comunicatori”, infatti, suggeriscono di chiarire subito il tema e le coordinate spazio-temporale di ciò che poi si andrà a trattare. Ma l’ho fatto apposta, poiché penso che l’atteggiamento del Comune di Milano, espresso in tempi non sospetti e su un argomento che nulla ha a che fare con ciò che stiamo vivendo in questi giorni, la dica lunga su come le istituzioni considerino i medici e gli odontoiatri che operano negli ospedali e sul territorio!
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  • Son content come on ratt

    13 novembre 2019
    L’Arcivescovo di Milano Monsignor Mario Delpini ha scritto una lettera ai medici per il 18 ottobre, giorno dedicato a San Luca Evangelista, patrono dei medici stessi. In questa lettera e nella video-intervista che l’accompagna (entrambe pubblicate sul nostro sito e su www.chiesadimilano.it), l’Arcivescovo manifesta la sua vicinanza e la sua stima alla comunità dei medici e fa mostra di comprenderne l’affaticamento professionale dovuto a molteplici fattori. Al di là delle scontate differenze di credo e di opinioni personali all’interno della comunità medica e odontoiatrica ambrosiana, credo sia opportuno non lasciare cadere nel vuoto questo scritto e le parole pronunciate nell’intervista. Infatti, è sicuramente la prima volta che, in tempi recenti, viene manifestata prossimità ai problemi che affliggono la nostra professione e da una voce così autorevole. A questo proposito, Monsignor Delpini ricorda innanzi tutto ai pazienti che i medici, nonostante il loro impegno, non dispongono di bacchette magiche che possano togliere malattie e morte.
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  • Una sfida antica: il nuovo rapporto medico-“esigente”

    04 luglio 2019
    In questi ultimi tempi mi è capitato di riflettere più e più volte su che cos’è la medicina e che cos’è e che cosa fa il medico. L’occasione si è presentata a margine del lungo e complesso lavoro compiuto con gli “Stati Generali della Medicina” che, con coraggio, la FNOMCeO sta portando avanti. Dico “con coraggio” perché questo complesso esercizio deve o dovrebbe portare a ridisegnare e a riconsiderare la figura del medico nei confronti della società, dei media e della politica e, come si può intuire, l’impresa si annuncia davvero titanica. Come noto, alla base del ragionamento che la Federazione sta compiendo vi sono le “100 tesi” scritte da Ivan Cavicchi, il sociologo e filosofo che molte volte si è occupato del mondo medico e che ha suscitato e suscita sia intense antipatie sia sincere simpatie per le sue posizioni franche e originali, ma non sempre del tutto condivisibili. Il ragionamento che egli fa è molto complesso e articolato, ma si può, forse, provare a riassumere così: nel rapporto medico-paziente tutto è cambiato. I medici (e, forse, la medicina) devono prenderne atto e trovare quindi una strada nuova da percorrere che riporti il medico stesso al suo giusto posto nella scala sociale.
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